Salutogenesi professionale e culturale per i counselor


ASPIC fornisce consulenza ai propri soci con l’aiuto di un Commercialista che da anni segue il mondo dei Counselor Professionisti.

Materiale relativo al mondo delle scienze umane

Informazioni legislative, fiscali e news sul Counseling e per i Counselor


Partita IVA per i Counselor Professionisti

 

E’ possibile scegliere il codice 88.99.00, con specifica “prestazioni di counseling”. Al fine di regolarizzare la posizione contributiva del counselor quale libero professionista non iscritto ad albo, è richiesta l’iscrizione presso la Gestione Separata Inps Legge 335/95 entro 30 giorni dall’inizio attività.
La dicitura da riportare nella fattura è: "prestazione professionale di counseling".
Ti ricordiamo ancora che molti colleghi hanno optato per la P.IVA come FORMATORI. Inoltre invitiamo i tutti i counselor professionisti ad informarsi presso i propri consulenti circa la possibilità di usufruire di regimi fiscali agevolati.

FONTE: Ministero dello Sviluppo Economico - Per tutelare i consumatori, promuovere la conoscibilità e garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali, è stata adottata la Legge 14 gennaio 2013, n.4 (pubblicata

sulla Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 2013, n. 22) che disciplina le professioni non regolamentate.
La legge in vigore dal 10 febbraio, coinvolge tutte quelle professioni non organizzate in ordini o collegi, definite come attività economiche anche organizzate, volte alla presatzione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitabile abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, che però non risultano riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi.
Sono escluse anche le professioni sanitarie e le attività e i mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio perché disciplinati da specifiche normative.
Un elenco delle associazioni professionali che dichiarano di possedere le caratteristiche previste dalla nuova legge sarà pubblicato sul sito web del Ministero dello sviluppo economico.
L’elenco ha una finalità esclusivamente informativa e non un valore di graduatoria o di rilascio di giudizi di affidabilità da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.   


La Salutogenesi è il paradigma del counselor!

 

Pubblico di seguito un estratto di un documento presente nel sito www.dors.it. In queste poche righe che fanno riferimento al bisogno di “buone pratiche” per la promozione della salute molti counselor possono trovare riferimenti per tracciare i confini ed il senso di una professione in divenire.

FONTE sito Dors Piemonte - La promozione della salute è “quel processo che consente alle persone di acquisire un maggior controllo sui determinanti della propria salute e migliorarla” (WHO, 1986), ne consegue che il lavoro di supporto e sostegno alla salute dovrà indirizzarsi non solo allo sviluppo di conoscenze e capacità dei singoli, ma anche alla creazione di opportunità di contesto (famiglia, scuola, ambienti di lavoro e comunità, CSES, 2007), secondo un approccio che parta dalla comunità stessa e consideri i bisogni specifici e le risorse presenti a livello locale (IUHPE, 2007). Nel concetto di controllo, infatti, è insita sia un’idea di capacità individuale, sia un’idea di cultura ( “controllo ciò che conosco, desidero controllare ed è possibile controllare”) (Matricoti, 2010). È di questi ultimi anni il dibattito culturale, professionale e scientifico in cui viene sottolineato, valorizzato e sperimentato il concetto di health asset ossia di risorsa (sociale, economica, fisica, ambientale, umana) che a livello individuale, di gruppo, di comunità, agisce come fattore protettivo nei confronti dello stress e dei rischi per la salute e come fattore favorente la salute e il benessere individuale e collettivo (Morgan et al., 2010). Coerentemente ai cambiamenti nei paradigmi concettuali sono cambiate le modalità operative della promozione della salute: dagli interventi di tipo esclusivamente informativo (basati su una posizione precettista, secondo cui un soggetto adulto, dopo a ver ricevuto le giuste informazioni, automaticamente sarà in grado di agire in maniera favorevole per la propria salute), dimostratisi inefficaci (si veda ad esempio l’effetto delle campagne informative basate sulla semplice illustrazione dei danni del fumo) agli interventi educativi (che mirano ad incrementare le abilità dell’individuo, non solo le conoscenze) ad interventi di promozione della salute vera e propria, che agiscono a molti livelli: sulle conoscenze e le competenze individuali, l’ambiente di vita e di lavoro, la comunità e le politiche. Infatti il termine “stili di vita” presuppone che i comportamenti siano frutto di libere scelte individuali, mentre sappiamo che le “condizioni di vita” sociali economiche e culturali (living condition, Green e Kreuter, 1991) influenzano pesantemente i comportamenti degli individui che diventano quindi atti “a libertà vincolata”. Cambia quindi il concetto di risorsa utile alla modifica del comportamento dannoso per la salute, lo sguardo  si allarga all’ambiente e ai processi di esplorazione di nuove opportunità di sviluppo e alla crescita  individuale, collettiva e politica; il benessere e  la salute diventano “bene comune”, patrimonio delle singole  persone che si alimenta in relazione con gli altri  e con l’ambiente circostante.

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