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I Corsi ASPIC sono basati esclusivamente sulle nostre attività di ricerca scientifica, consultate gli oltre 100 testi pubblicati Attività scientifica prodotta
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Nell’ambito delle Scienze Umane e delle Discipline Sociali il Counseling è in grado di favorire e trasmettere abilità e competenze per lo sviluppo delle potenzialità e delle risorse della persona
Foto per gentile concessione di Massimo Casa http://maxcasa.info
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La Formazione al Counseling è uno strumento trasversale a molte professioni
Pio Scilligo affermava che di fronte a una società in continua trasformazione, con dei ritmi di cambiamento molto elevati: "...occorrono nuove competenze, nuovi saper fare, nuove capacità assertive per progettare, scegliere obiettivi, scoprire processi, aprire orizzonti e inventare confini di contenimento. Si tratta di competenze che potenziano la libertà responsabile... la libertà responsabile non cerca di arretrare gli stili di vita di qualche secolo per conservarli imbalsamati, ma crea nuove soluzioni sulle radici di quanto è già stato inventato, scoperto e conquistato...”
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Che cosa è il Counseling? Il counseling è una pratica professionale svolta all’interno di una relazione definita da un contratto, che consente ai clienti (individui, gruppi, sistemi) di sviluppare il proprio potenziale, l’autonomia personale, professionale e culturale per gestire al meglio le proprie risorse nella risoluzione di problemi soggettivi e interpersonali; favorisce la promozione del benessere, la prevenzione del disagio psico-sociale, l’aiuto e l’orientamento [...] agevolando lo sviluppo dell’identità e delle attitudini dell’individuo considerato in interazione costante con il suo contesto di appartenenza (Tolan, 2003).
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Foto per gentile concessione di Massimo Casa
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Essere umani significa interagire con le altre persone
A cura di Adelaide Tartaglia Psicoterapeuta e Counselor Formatore
A volte quando entriamo in rapporto con gli altri, ci sorge spontaneo il desiderio d’essere d’aiuto. Sembra non esserci nulla di più semplice ed elementare, eppure spesso non sappiamo come fare: desideriamo aiutare, dare conforto, sostegno, aiuto intelligente, ma non sappiamo come. A volte interveniamo in modo precipitoso con suggerimenti, oppure cerchiamo di tirar su il morale, minimizzando la difficoltà altrui; oppure ancora raccontiamo alla persona che soffre le nostre esperienze, dando per scontato che siano uguali. Con nostro grande disappunto tali strategie fanno ammutolire o arrabbiare l’altra persona. Eravamo davvero intenzionati ad alleviare la sua sofferenza e invece ci accorgiamo di avere peggiorato le cose! Nel corso della mia esperienza ho imparato una regola: per poter essere utili agli altri dobbiamo cominciare a lavorare con noi stessi
Per poter arrecare beneficio agli altri, dobbiamo prima di tutto occuparci della nostra confusione, della nostra mancanza di fiducia e di consapevolezza, della nostra paura del dolore. L’aiuto più prezioso che possiamo dare inizia da parte nostra con la capacità di esserci. Noi siamo per lo più inconsapevoli della nostra capacità di esserci. Provate a fare un piccolo esperimento: Restando seduti, prestate attenzione al fatto che state respirando, e quando l’attenzione si sposta, dal respiro ad altro, riportatecela con dolcezza… Quanto tempo ci è voluto prima che la mente divagasse; cosa c’è di più semplice che essere qui in questo momento? Eppure è una cosa molto più complicata di quello che si possa comunemente credere. E se divaghiamo quando non sta accadendo nulla di particolare, cosa accade quando siamo sotto stress? Senza la capacità di essere presenti a chi soffre, nessuna delle tecniche terapeutiche e di sostegno può andare molto lontano. Di fatto la parte più impegnativa del lavoro di counseling è: l’essere presente ad un altro essere umano che sta provando dolore e sofferenza.
Se siamo presenti possiamo essere d’aiuto in molti modi: non solo siamo in grado di donare ad altri le nostre risorse, ma possiamo aiutarli ad attingere alle loro risorse. Ecco perché il Corso per imparare questo “mestiere” inizia con un “movimento rivolto verso l’interno” che aiuta a mettersi in contatto con le proprie risorse, le proprie motivazioni, le proprie opinioni. Solo poi il movimento va verso l’esterno, verso l’altro, tramite rapporti autentici e azioni professionalmente “corrette”. Tutti possiamo offrire all’altro aiuto sia per professione che per vocazione!
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