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Qui puoi trovare articoli e news relativi al modo delle scienze umane
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- Riflessione: Erich Fromm
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TRATTO da Democrazia Potere e Narcisismo di Mauro Scardovelli.
Per Erich Fromm, una psicologia separata dalla filosofia, dalla storia, dall'etica, è per sua natura sterile: "Nel programma di formazione di uno psicoterapeuta non dovrebbero mancare la storia, lo studio delle religioni, la mitologia, il simbolismo, la filosofia, l'antropologia, insomma tutte le più significative espressioni dell'ingegno e della psiche umana. A livello ufficiale, invece, ci si limita a chiedere la laurea in psicologia. Uno studio di questo tipo è una pura perdita di tempo. Lo si fa solo perché vi si è costretti, in quanto solo con un titolo accademico riconosciuto dallo Stato si è autorizzati ad esercitare la professione di psicoterapeuta.
Studiando psicologia all'università non si impara praticamente nulla sugli esseri umani, sulle motivazioni e i problemi per cui si va in terapia". "Lo psicoterapeuta non deve essere un ingenuo, deve anzi sapere che cosa avviene nel mondo e deve avere un atteggiamento critico nei confronti di ciò che accade". Ma "non si può avere un atteggiamento critico verso la psiche e la coscienza individuale senza avere lo stesso atteggiamento nei confronti della coscienza in generale e delle potenze del mondo. Non si può cercare la verità nella sfera privata, rimanendo ciechi in tutte le altre parti. Se invece la nostra mente è sveglia e aperta, riuscirà ad osservare ogni cosa allo stesso modo, si tratti di esseri umani, della società, di una particolare situazione o di un'opera d'arte" (Fromm 1991a). Studiare per ottenere una laurea in psicologia “è pura perdita di tempo. Lo si fa solo perché si è costretti, in quanto solo con un titolo accademico riconosciuto dallo stato si è autorizzati ad esercitare la professione di psicoterapeuta. Studiando psicologia all’università non si impara nulla sugli essere umani, sulle motivazioni e sui problemi per cui si va in analisi”. (Fromm) apri testo originale
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- Counseling: definizioni
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COUNSELING: DEFINIZIONE 2010
L’intervento del counsellor, si colloca nell’ambito delle risposte di aiuto alla persona a completamento, e non in contrapposizione o in sostituzione, degli interventi psicologici o psicoterapeutici.
Il counselling rappresenta la risposta professionale e qualificata alle richieste di una persona che avverte l’esigenza di un affiancamento competente nell’ affrontare una fase particolare della sua vita (un momento di cambiamento, una decisione, un evento inevitabile che la preoccupa, o semplicemente il passaggio a un nuovo ciclo di vita), e che per motivi diversi non individua (o non individua ancora) nello psicologo o nello psicoterapeuta la persona a cui si sente di rivolgersi (Silvana Quadrino).
In situazioni di questo tipo l’intervento del counsellor si muove nello spazio della normalità: parte dal presupposto che le difficoltà siano parte della normale realtà di vita delle persone, e ha l’obiettivo di facilitare la ricerca delle risorse più adeguate per fronteggiare la specifica difficoltà che quella persona incontra. Non è un intervento rivolto a curare o cambiare qualcosa che non funziona: il counsellor si limita ad esplorare insieme al suo cliente la situazione problematica in modo da rendere possibile, quando ciò è possibile, che il cliente stesso individui soluzioni o vie di uscita utili e praticabili.
Tratto dal sito dell’Istituto CHANGE www.counselling.it
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- Testimonianza di Steve Jobs
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Il discorso tenuto dal Ceo di Apple Steve Jobs, all' Università di Stanford, USA, il 12 giugno 2005 in occasione della consegna delle lauree. Jobs racconta i diversi momenti della sua vita emozionando e dando un esempio di come, le trasformazioni che la vita ci propone/impone possano essere occasioni. Compiere un viaggio intenso, creativo e ricco; acquisire con l’esperienza la capacità di “non mollare”, di automotivarsi e donarsi il potere di dirigere la propria esistenza.
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- Libro fondamentale
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Micro-Counseling e Micro-Coaching Strategie brevi per la motivazione al cambiamento.
Contenuti Introduzione alle tecniche di base per l'agevolazione e il sostegno nel Counseling e nel Coaching. Consentire una preparazione propedeutica ai corsi professionali sia di Counseling che di Mental-Coaching.
Occorre sapere, saper fare e saper essere ed è importante entrare nel mondo del Counseling e del Coaching consapevoli dell’etica, della deontologia e della qualità scientifica e metodologica della formazione
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- Foto 2011/2012
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Erminia Giannella Etica e deontologia nel counseling professionale e nella Mediazione familiare
Per tutti i professionisti della relazione d'aiuto una prima guida organica all'etica e alla deontologia per il COUNSELOR e il MEDIATORE FAMILIARE. Un manuale di strumenti operativi per il futuro delle professioni non ancora regolamentate quali: il consenso informato,il contratto, il segreto professionale, la violazione dei confini, l'obbligo di denuncia e un'appendice normativa di orientamento.
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Professione Counseling di Piera Campagnoli - APRI PAGINA EDITORE è un libro di testo per allievi delle Scuole di Counseling per offrire loro le prime basi teoriche a partire dagli aspetti filosofici e metodologici. è un libro per il counseling, per arricchirlo di scientificità attraverso la ricerca: raccolta di dati e analisi statistica. Un libro per i professionisti che si interrogano sul counseling e faticano a definirlo. E sul lavoro dei counselor, raccontato attraverso interviste che forniscono immagini del counseling come professione. è un libro scritto col cuore quando i counselor si raccontano nel loro percorso personale e formativo. è soprattutto un libro per conoscere il counseling, per comprenderlo da vicino, per utilizzarlo quando serve.
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“Un buol Counselor” tratto dal libro di MARIO MENGHERI: Formazione alla relazione d’aiuto - Il counseling ad approccio integrato - F. Angeli
Un buon counselor deve essere una persona autentica e cercare dentro di sé la propria vera soggettività, confrontarsi con le parti di sé che accetta meno e che gli risultano più sgradevoli, quindi armonizzarle con il resto della personalità. Deve pacificarsi e perdonare i propri familiari. Deve desideare e imparare ad amarsi (o amarsi di meno) e a saper vivere da solo pur rimanendo con chi ama. Deve essere in pace con la natura che tanto può offrire sapendo cogliere quel che essa offre e toglie, amarla come una grande madre. Deve imparare a conoscere che è un essere impermanente come tutte le creature della terra e che può vivere meglio se riconosce gli istinti e impara a gestirli. Deve impegnarsi ad accrescere (anche con la meditazione e la preghiera) la propria consapevolezza giorno dopo giorno, per tutta la vita. Così si avvicina, accoglie e ascolta la propria spiritualità, la sincronicità che lo (e ci) circonda, lo avvolge, lo sconcerta, lo acquieta. Deve imparare a dare il giusto spessore alla concretezza, ridimensionandola a “valor sfuggente” pur dandole il senso e l’ascolto opportuno. Anche l’IO deve guardarsi dal divenire un Io ipertrofico, come l’odierna società, seducendolo insegna. Deve imparare a vivere la vita, per non essere vissuto da essa.
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